<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>pharma-punk</title><link>https://pharma-punk.org/</link><description>Farmaci, potere e possibilità. Un blog di Guido Condorelli.</description><language>it-it</language><atom:link href="https://pharma-punk.org/feed.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><item><title>Il prezzo non è una proprietà della molecola.</title><link>https://pharma-punk.org/articoli/il-prezzo-non-e-una-proprieta-della-molecola/</link><guid isPermaLink="true">https://pharma-punk.org/articoli/il-prezzo-non-e-una-proprieta-della-molecola/</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Prezzi e potere</category><description>&lt;p&gt;Una molecola ha una struttura. Il prezzo arriva dopo: lo producono regole, aspettative e rapporti di forza. Eppure, nel dibattito pubblico, il prezzo di un farmaco finisce spesso per sembrare una sua caratteristica naturale, come il peso molecolare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’OMS descrive i prezzi elevati come un ostacolo all’accesso ai medicinali e invita a valutare e rivedere le politiche che li governano. Già questo sposta il problema: dal prodotto isolato alle condizioni della sua circolazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La ricerca costa. Anche il fallimento costa. Questi fatti, da soli, non stabiliscono quale prezzo sia giustificato per un prodotto specifico. Per discuterne servono informazioni sul beneficio aggiuntivo, sulle alternative, sul rischio e su chi lo ha sostenuto. La parola innovazione non può fare tutto quel lavoro al posto nostro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando il prezzo viene presentato come inevitabile, la negoziazione scompare dalla vista. Resta una scelta apparentemente obbligata: trovare altri soldi oppure rinunciare. È un perimetro molto comodo per chi può fissare le condizioni di partenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una farmacoeconomia critica comincia prima del calcolo. Chiede come si è arrivati a quel prezzo, quali alternative siano state escluse e chi abbia avuto voce nella discussione. I numeri vengono dopo. A quel punto possono finalmente rispondere a una domanda meno addomesticata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fonti: &lt;a href="https://www.who.int/publications/i/item/9789240011878"&gt;OMS · Guideline on country pharmaceutical pricing policies (2020)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><title>La sostenibilità ha un soggetto.</title><link>https://pharma-punk.org/articoli/la-sostenibilita-ha-un-soggetto/</link><guid isPermaLink="true">https://pharma-punk.org/articoli/la-sostenibilita-ha-un-soggetto/</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Accesso alle cure</category><description>&lt;p&gt;Sostenibile per chi? Per il bilancio annuale, per chi lavora nei servizi, per chi aspetta una cura? Senza un soggetto, sostenibilità è una parola che chiude la discussione proprio quando dovrebbe cominciare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le risorse sono limitate. Il costo opportunità prende sul serio questo limite: finanziare un intervento può sottrarre risorse ad altri benefici sanitari. Il manuale NICE rende esplicita questa relazione. Ignorarla lascerebbe senza rappresentanza le persone che perdono qualcosa senza comparire nel caso in discussione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il passaggio successivo, però, richiede una scelta politica. Quali risorse consideriamo disponibili? Quale periodo osserviamo? Quali costi ricadono sulle famiglie e quali rimangono dentro il bilancio pubblico? Cambiare il confine del conto cambia ciò che appare conveniente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Immaginiamo un servizio che riduca la propria spesa trasferendo un’attività ai familiari. Nel suo bilancio può figurare un risparmio. Il tempo di chi presta assistenza, invece, continua a essere consumato. È un esempio ipotetico, ma chiarisce un problema concreto di prospettiva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La scarsità merita analisi. Anche il modo in cui viene distribuita. Chiamare sostenibile un assetto senza dire su chi poggia significa lasciare che qualcuno sostenga il peso fuori dall’inquadratura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fonti: &lt;a href="https://www.nice.org.uk/process/pmg20/chapter/incorporating-economic-evaluation"&gt;NICE · Incorporating economic evaluation&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Il paziente che il modello non vede.</title><link>https://pharma-punk.org/articoli/il-paziente-che-il-modello-non-vede/</link><guid isPermaLink="true">https://pharma-punk.org/articoli/il-paziente-che-il-modello-non-vede/</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Metodi e misure</category><description>&lt;p&gt;Il QALY combina durata della vita e qualità di vita correlata alla salute in una misura comune. Rende confrontabili esiti che, altrimenti, resterebbero difficili da mettere sullo stesso piano. È una possibilità analitica preziosa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il problema comincia quando una misura utile viene incaricata di esaurire il giudizio. Un risultato aggregato dice poco, da solo, sulla distribuzione dei benefici, sulle condizioni da cui partono le persone o sugli ostacoli che incontrano per accedere al servizio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel riferimento metodologico NICE per le linee guida, il peso di un QALY è uguale tra gruppi. Questo rende esplicita una convenzione. Non risolve tutte le domande sull’equità: le mette accanto al calcolo, dove possono essere discusse.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un foglio di calcolo non nasconde necessariamente le persone. Può renderne visibili i bisogni, soprattutto quelli che il racconto del singolo caso lascia ai margini. Ma per farlo serve sapere quali differenze abbiamo scelto di rappresentare e quali abbiamo compresso in una media.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La critica che serve entra nel modello, ne legge le ipotesi e poi ne esce con domande più precise. Chi guadagna salute? Chi resta escluso? Quale differenza scompare quando presentiamo soltanto il totale?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fonti: &lt;a href="https://www.nice.org.uk/process/pmg20/chapter/incorporating-economic-evaluation#measuring-and-valuing-effects-for-health-interventions"&gt;NICE · Measuring and valuing health effects&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><title>La promessa prima della prova.</title><link>https://pharma-punk.org/articoli/la-promessa-prima-della-prova/</link><guid isPermaLink="true">https://pharma-punk.org/articoli/la-promessa-prima-della-prova/</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Metodi e misure</category><description>&lt;p&gt;Un indicatore migliora. La curva si sposta. La presentazione parla già il linguaggio della svolta. Tra quel segnale e ciò che cambia nella vita delle persone può esserci, però, una distanza ancora da misurare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La FDA distingue gli esiti clinici diretti dagli endpoint surrogati, usati per prevedere un beneficio. Distingue anche diversi livelli di validazione del surrogato. Confonderli trasforma evidenze di forza diversa in una sola promessa indistinta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anticipare una decisione può avere ragioni serie. Aspettare ha un costo, soprattutto quando le alternative sono poche. L’incertezza, tuttavia, non evapora al momento dell’acquisto. Qualcuno continua a sostenerla: il servizio che paga, la persona che riceve il trattamento, chi attende la conferma del risultato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da qui una domanda economica molto concreta: come cambia l’accordo se il beneficio atteso non si materializza? Per rispondere occorre poter seguire gli esiti, leggere le condizioni e capire come siano distribuite le conseguenze dell’errore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il futuro è già dentro il prezzo. La questione è se, quando arriva, siamo ancora in grado di chiedergli conto delle promesse fatte.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fonti: &lt;a href="https://www.fda.gov/drugs/development-resources/surrogate-endpoint-resources-drug-and-biologic-development"&gt;FDA · Surrogate Endpoint Resources for Drug and Biologic Development&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Il futuro che non entra a bilancio.</title><link>https://pharma-punk.org/articoli/il-futuro-che-non-entra-a-bilancio/</link><guid isPermaLink="true">https://pharma-punk.org/articoli/il-futuro-che-non-entra-a-bilancio/</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Futuri sanitari</category><description>&lt;p&gt;Ci abituiamo a discutere quali cure possiamo permetterci. Più raramente discutiamo le condizioni che decidono la risposta. Il dibattito assume le regole di oggi come una cornice permanente, poi chiama realistica ogni proposta capace di starci dentro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel frattempo chiediamo alla tecnologia di inventare il futuro. Alla politica chiediamo di amministrare il presente. Questa divisione del lavoro lascia intatti proprio i meccanismi che stabiliscono chi potrà usare ciò che verrà inventato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un prezzo diverso, un’altra forma di finanziamento, un servizio organizzato in modo diverso: ciascuna possibilità richiede prove, risorse e confronto. Nessuna è buona soltanto perché alternativa. Ma escluderle prima dell’analisi rende il risultato prevedibile, e la prevedibilità finisce per sembrare necessità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La farmacoeconomia può fare qualcosa di più interessante che certificare la compatibilità con l’esistente. Può confrontare scenari, esplicitare i compromessi, mettere alla prova nuove regole. Per farlo deve poter scegliere anche la domanda.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questo quaderno nasce in quel punto. Dove una conclusione presentata come inevitabile torna a essere una questione discutibile. E quindi, forse, modificabile.&lt;/p&gt;</description></item></channel></rss>